Lettera ai giornalisti
(Commento ad un post di Roberto Brumat)
Ciao Roberto,
il vero cambiamento non è quasi mai rapido, quasi mai non utopico, quasi mai facile e indolore. I giornalisti continuano a chiederci, e chiedersi, perché non rinunciamo alla nostra essenza, perché non ci prendiamo "la responsabilità" per "salvare il Paese". Io invece mi chiedo, ti chiedo: scendere a compromessi non lo vedi già come una sconfitta, un tradimento nei confronti di chi ha votato questo cambiamento (pur lento, pur lontano, pur apparentemente utopico)? Chi è che deve prendersi la propria responsabilità - del punto in cui siamo arrivati (e magari avere le palle di dimettersi, lasciare spazio a chi almeno una marcia in più l'ha: l'innocenza politica, scollarsi da poltrone occupate da decenni, ammettere la propria sconfitta nel non aver saputo nemmeno prefigurare lo scenario che ci attendeva dopo anni di immobilismo a dir poco, malapolitica e malaffare a dire il vero)? La nave la salva chi l'ha resa ingovernabile (giocando con le vite delle persone e la responsabilità connessa al ruolo di governanti)? La casa la facciamo ricostruire all'architetto che l'ha (volontariamente e per proprio tornaconto) mal progettata, quindi fatta crollare?
Caro Roberto,
non importa quanto tempo ci vorrà. Se non sarà vero cambiamento non dovrebbe neanche interessarci. E di certo un finto cambiamento non interesserebbe il Bene Comune, entità ora più un ectoplasma che altro, che, finché non ce ne occuperemo veramente, non si volterà verso di noi col volto buono della giustizia sociale e della solidarietà. E non ci aiuterà a riscattarci. Questi politici (sì non parlo di queste parti politiche, perché ci sono nomi e cognomi) insieme alle loro emanazioni dirette in alcune pubbliche amministrazioni, società partecipate, enti pubblici, hanno fallito. Riconosciamo almeno questo. E quello che dobbiamo credere e auspicare è che ognuno di noi si impegni davvero in prima persona per agevolare un pezzettino di quel famoso cambiamento.
Ma loro, i folgorati sulla via di Damasco, quelli che fino ad un anno fa sentendo parlare di partecipazione e trasparenza pensavano "è il vaneggiamento di un Grillo urlante, un folle", salvo poi inserire queste due paroline, assieme a "riduzione dei privilegi della casta, tagli agli sprechi", e ancora "etica, moralità, governo dei cittadini, ecc ecc" nei loro programmi elettorali. Che tristezza, permettimi di dirlo!
Senza la storia non siamo niente. E la storia di questi ultimi 20 anni, che si unisce a quella dei decenni precedenti, io me la ricordo bene, e mi batterò anche perché sia scritta nei libri di scuola.
Ti saluto con stima e simpatia.
Silvana Denicolò
(portavoce Consigliere M5S - Regione Lazio)
Silva-silvae. Una foresta di pensieri, le voci diverse degli ontani neri, dei pini scricchiolanti, dei legnosi ulivi, di salici fronzuti... Musica e voci del mondo, scorribande di scoiattoli, wood nymphs, dryads... Passato-presente-futuro si accavallano, sorpassandosi, riprendendosi, confondendosi. UNCONVENTIONAL TRANSLATIONS WELCOME!
Amsterdam-dic.2010
giovedì 28 marzo 2013
venerdì 2 marzo 2012
Avanti, ricordando Lucio Dalla
at
14:02:00
Ricevo questo bel ricordo di Lucio Dalla da un amico, Giorgio Bertusi, albergatore di Ostia Lido e bolognese di origine. La sua mamma era amica della mamma di Lucio, Jole. Ecco il suo ricordo:
Il passato non è importante solo per i successi,
gli errori sono patrimonio per sbagliare meno.
Ricordare è importante, ognuno di Noi lascia
una traccia piccola o grande che sia per un mondo
migliore. Avanti ricordando Lucio Dalla è un segnale significativo
Un saluto, Giorgio Bertusi
gli errori sono patrimonio per sbagliare meno.
Ricordare è importante, ognuno di Noi lascia
una traccia piccola o grande che sia per un mondo
migliore. Avanti ricordando Lucio Dalla è un segnale significativo
Un saluto, Giorgio Bertusi
Avanti, ricordando Lucio Dalla
Erano momenti critici. Il dopo guerra veniva lasciato alle spalle.
Avevamo toccato il fondo, certi di un futuro sicuramente migliore, fiduciosi, pronti per lo slancio, tutti si davano una mano.
Allora, il Kursaal hotel, era un piccolo, modesto albergo e mia madre riallacciò con la signora Iole, sua vecchia amica d’infanzia, quei contatti allentati, mai scordati o sopiti dalla distanza, dal tempo.
Ospitò Lei e suo figlio presso di noi. Il rapporto era tale da sembrare una sola famiglia. Mia madre conservava le foto e i ritagli di giornale, in qualche angolo nascosto le abbiamo ancora, dove un piccolo bambino, enfant prodige, con abito nero camicia bianca con pizzo, in piedi su una sedia si esibiva,in manifestazioni in quel di Bologna,con un nero grandissimo flauto, un clarinetto.
Era passato un bel pò di tempo, ora era un giovane di belle speranze. Piacevole sentire l’orgoglio di sua madre, di mia madre, per questo bambino cresciutello che si destreggiava tra musica, creazione e canto.
Avevo sentito qualcosa di suo, forse ero uno dei pochi, dei primi che lo apprezzavano per le sue musiche fuori dell’usuale, troppo innovative, con parole che precorrevano e aggredivano i tempi.
Discussioni con le due mamme che ironizzavano, confortavano e incitavano, criticavano, questo piccolo grande uomo nei momenti di timore, di paura, d’euforia, d’incertezza, d’altruismo: ”….perchè non la canti tu…..E’ bella” …”no, è più adatta a Gianni….”
Ricordo quando si doveva preparare per andare ad un incontro alla casa discografica, la RCA e, non c’era tempo; mio padre asciugava i suoi calzini su un termosifone.
La confusione di quei giorni, l’emozione per l’audizione aveva coinvolto tutti. Un amico di famiglia, Piero, per prendere una Merendina per Lucio nella sottostante Cucina, passando furtivamente per un montavivande andò a finire, ironia della sorte, dentro la tromba del piccolo ascensore e tutti, Lui compreso, lo presero per i piedi e lo tirarono su.
Ricordo l’anello di mia madre, chi sa che fine ha fatto, portato al Monte di Pietà, perché urgevano liquidi. C’era un fermento, una voglia di aiutare, di esserci, c’era uno spirito di collaborazione che solo chi ha superato momenti tremendi può capire.
L’audizione, visto dove è arrivato, andò bene. Piano piano, le due famiglie hanno preso ognuno la propria via, i contatti man mano si sono diradati e allentati.
Ultima notizia l’abbiamo avuto da una nostra cugina bolognese tanti anni fa, fu della mamma morente e Lui che era, per un concerto, in Giappone, o giù di li, senza che nessuno lo avvertisse, per un inispiegabile sesto senso piantò tutto e tornò a casa, poté salutare l’ultimo viaggio di sua madre.
L’abbiamo seguito con l’orgoglio di averlo conosciuto.
Il successo, gli impegni fanno passare nel dimenticatoio il tempo che fu.
A volte, molti di noi, non sanno girare la testa per guardare indietro e fare patrimonio del tempo che fu! ”Chi sa…..Chi sa …Domani”.
mercoledì 29 febbraio 2012
Blogging day per Rossella Urru
at
14:52:00
La rete si mobilita per chiedere la liberazione della cooperante sarda di 29 anni, rapita in Algeria da ormai 4 mesi. Sono oltre 230 i siti che hanno aderito al "blogging day" indetto per il 29 febbraio dal Movimento 'Donne Viola'. ADERIAMO TUTTE E TUTTI!
GRR - News - Blogging day per Rossella Urru
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