Silva-silvae. Una foresta di pensieri, le voci diverse degli ontani neri, dei pini scricchiolanti, dei legnosi ulivi, di salici fronzuti... Musica e voci del mondo, scorribande di scoiattoli, wood nymphs, dryads... Passato-presente-futuro si accavallano, sorpassandosi, riprendendosi, confondendosi. UNCONVENTIONAL TRANSLATIONS WELCOME!
Amsterdam-dic.2010
giovedì 24 marzo 2011
mercoledì 2 marzo 2011
Düsseldorf Carnival!
at
12:31:00
A Carnevale ogni scherzo vale!!!
...sì ma a noi ci tocca tenercelo anche dopo... :o(
Mr. Berlusconi keeps saying that he is well appreciated internationally. Of course he says so from his controlled televisions. Mr. Frattini, the Foreign minister for Affairs says that no colleague ever mentions to him what the Italian press (all communists) claims about his boss' behaviour. Below two pictures from this year Dusseldorf's carnival that seem to contradict them....
(da: http://aprile25.blogspot.com/2011/02/foreign-view-of-italian-politics.html)
mercoledì 16 febbraio 2011
Exhausted Compatriots
at
16:13:00
Mi unisco alle parole di Maria, mia giovane compatriota, che sento vicina nel suo sfogo, quasi a ridosso della manifestazione di domenica 13 febbraio:
Compatriota. Ha un senso ormai più questa parola? Coloro che condividono la stessa Patria forse sono soltanto quelli che ne condividono il dolore. E, profondamente, sentono pena per il luogo ove sono le proprie radici, da generazioni (o forse anche solo da un attimo). Compatrioti sono coloro i quali, pur non percependo confini e sentendo fratello il mondo, sentono una complicità antica nei propri occhi rivolti ancora ai terribili secoli delle dominazioni di 100 popoli stranieri (viaggiatori che, giunti in un luogo così bello, non poterono fare a meno di impossessarsene).
Li sento, i miei compatrioti, fortemente, quando vado fuori dall'Italia. Li sento nell'abituale apprezzamento dell'italianità in quanto (strano?!) disciplina, spendersi senza risparmio, senso del dovere, e poi nella capacità di non prendersi troppo sul serio, la scioltezza nel parlare le lingue, l'adattarsi ad altre culture e infine la possibilità di staccare la spina per una bella, sana chiacchierata a cuore aperto davanti a un caffè o a un bicchiere di rosso. E anche per questo, compatrioti e compatriote, dobbiamo credere che dentro di noi abbiamo già la chiave per il cambiamento, per lasciarci alle spalle anche quest'ultima dominazione (più filosofica ma non per questo meno terribile).
Non per questo ci guarderemo indietro con meno paura, ma il coraggio ci convincerà a guardare avanti.
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